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Archives for : ottobre2006

LA MIA NUOVA PORTENTOSA PENTAX K100D



FINALMENTE LA MIA REFLEX DIGITALE!!!

Full-featured, user-friendly, affordable K100D
Compatible with any PENTAX lens ever produced* and featuring Shake Reduction, the affordable PENTAX K100D is the kind of camera that makes history. Picture a large 2.5 inch LCD monitor with 210,000 pixel resolution and a friendly Mode Dial offering Auto Picture and Picture modes as well as new Scene modes for even simpler photography. The 6.1 megapixel APS-C size CCD and sophisticated 16-segment multi-pattern metering delivers outstanding image reproduction, while the bright, high-precision PENTAX mirror viewfinder features with 0.85X magnification. All these features combine in a compact design with high-rigidity stainless-steel chassis that is built to last. *With adaptor for screw mount and 645/67 lenses.

* 6,1 Megapixel effettivi
* Monitor TFT 2,5″ ad alto angolo di visione e 210.000 pixel
* Programmi Picture e varie modalità di esposizione per una qualità d’immagine ottimale
* Sistema “Shake Reduction” che minimizza il mosso sulla foto
* Stabile struttura in metallo per un pesante uso quotidiano

LINK A PENTAX

Linux Day! Accorrete tutti numerosi!

Linux Day!
Una filosofia di pensiero in cui credere!

(Cliccami e vai a Linux Day!)

Quando la meccanica si fa ARTE!

La Ducati Monster è una motocicletta presentata dalla Ducati al salone di Colonia del 1992 come concept bike che subito riscosse il successo del pubblico convincendo la casa bolognese ad iniziarne la produzione. La stessa avvenne nel periodo in cui il marchio Ducati era di proprietà della Cagiva ma continua tuttora anche dopo i vari cambi di proprietà dell’azienda. Già dal 1993 il Monster divenne la capostipite delle moto naked, cioè senza protezioni aerodinamiche. Proposta inizialmente nella cilindrata di 900 cc con il famoso sistema desmodromico, ben presto vennero prodotte le motorizzazioni minori, la 600 (nel 1994) e la 750 (nel 1996), tutte a carburatori.

Il nome non è inglese ma proviene in realtà dai dipendenti della Ducati che in bolognese la chiamarono “al monster”. Fu originata “spogliando” una 851, della quale conserva il telaio,e trapiantandoci l’allora due valvole 900cc, raffreddato ad aria, che montavano i modelli Supersport. La Monster si rivela come una moto unica, essenziale, capace di divorare i tornanti in montagna e scorazzare nel traffico cittadino con un’agilità sorprendente. In aggiunta la sella bassa e le dimensioni contenute la rendono adatta come prima moto ai neofiti e alle ragazze in cerca di una moto tutta loro.

Si inizia anche a parlare di tuning su due ruote. La Monster si presta benissimo alle trasformazioni, soprattutto nella cilindrata maggiore. In ogni caso già di serie può vantare accessoristica di primordine con impianti frenanti prodotti dalla Brembo e sospensioni della Showa (nei modelli più recenti anche della Ohlins). Il tempo passa e ogni anno vennero apportate modifiche alla Monster, senza stravolgere in ogni caso la sua natura di moto essenziale, disegnata per la strada dalla matita di Miguel Galluzzi.

Con il 2000 venne introdotta l’iniezione su tutti i modelli e dal 2003 un nuovo motore 1000 al posto del glorioso 900 (che derivava dai modelli Desmodue che correvano la classe TT1). Il passo successivo è stato il completamento della specie con la serie S4R da 996 cc e in seguito la S4RS del 2006 con il motore da 999 cc sempre derivato da quello utilizzato nel campionato Superbike.

L’ultima novità introdotta è la Monster 695 in sostituzione del modello precedente M620, dotata di motore raffreddato ad aria che promette di essere più potente del predecessore, raggiungendo i 73 CV e di avere un rapporto peso/potenza particolarmente favorevole.

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